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21 December
Io sono l'uomo che non volevi Sono più di tutto quello che temevi Domattina sai che ti porterò Al di là dei tuoi stessi pensieri È tutto pronto perché non sbaglio Ho studiato fino al minimo dettaglio quando punterai gli occhi dentro ai miei io saprò sostenere lo sguardo il mondo non passa da qui E non mi importa più di me Troppi giorni chiusa ad aspettare che Si allargasse il cielo e scendesse su di noi Una mano e un gesto di pietà Una mano e un segno di pietà Il corridoio si stringe ancora Lo dovrai vedere solo per un'ora È il lavoro mio, è la vita mia A eseguire il destino s'impara Ma non mi scordo del primo uomo Ho bevuto per non chiedergli perdono Non moriva mai, non finiva mai Ma ti abitui a tutto, non lo sai? Il mondo non passa da qui E il mio pensiero è andato via Oltre a queste sbarre, fino a casa mia C'è lo stesso cielo che domani avrà Una firma e un gesto di pietà Una mano e un segno di pietà Tutto è compiuto perfettamente Oramai qui non si sbaglia quasi niente Controllate voi, due minuti e poi io potrò tornarmene dai miei Perché anch'io ho moglie e figli miei Il mondo non passa da qui Ma la mia anima è già via E dall'alto guarda fino a casa mia C'è lo stesso cielo che domani avrà Una croce e un gesto di pietà lo sono qui e la mia anima non è Solo un numero appoggiato su di me È una luce bianca andata dove sa Tra le stelle e un gesto di pietà Oltre il cielo dove c'è pietà.
Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado. Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni. Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno. Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima. Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi. Scriviamo di più, ma impariamo meno. Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare. Costruiamo computer più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrapeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti. E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle. RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
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