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    21 December

    Nessuno Tocchi Caino Ruggeri-Milò

    Io sono l'uomo che non volevi
    Sono più di tutto quello che temevi
    Domattina sai che ti porterò
    Al di là dei tuoi stessi pensieri
    È tutto pronto perché non sbaglio
    Ho studiato fino al minimo dettaglio
    quando punterai gli occhi dentro ai miei
    io saprò sostenere lo sguardo
    il mondo non passa da qui
    E non mi importa più di me
    Troppi giorni chiusa ad aspettare che
    Si allargasse il cielo e scendesse su di noi
    Una mano e un gesto di pietà
    Una mano e un segno di pietà
    Il corridoio si stringe ancora
    Lo dovrai vedere solo per un'ora
    È il lavoro mio, è la vita mia
    A eseguire il destino s'impara
    Ma non mi scordo del primo uomo
    Ho bevuto per non chiedergli perdono
    Non moriva mai, non finiva mai
    Ma ti abitui a tutto, non lo sai?
    Il mondo non passa da qui
    E il mio pensiero è andato via
    Oltre a queste sbarre, fino a casa mia
    C'è lo stesso cielo che domani avrà
    Una firma e un gesto di pietà
    Una mano e un segno di pietà
    Tutto è compiuto perfettamente
    Oramai qui non si sbaglia quasi niente
    Controllate voi, due minuti e poi
    io potrò tornarmene dai miei
    Perché anch'io ho moglie e figli miei
    Il mondo non passa da qui
    Ma la mia anima è già via
    E dall'alto guarda fino a casa mia
    C'è lo stesso cielo che domani avrà
    Una croce e un gesto di pietà
    lo sono qui e la mia anima non è
    Solo un numero appoggiato su di me
    È una luce bianca andata dove sa
    Tra le stelle e un gesto di pietà
    Oltre il cielo dove c'è pietà.

    Comments (5)

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    ADEwrote:
    De gustibus non disputandum est....
    22 Dec.
    Laurawrote:
    ma infatti io non ho smontato alcunché, non ti ho detto che sbagli...è il tuo parere  e lo rispetto, sei tu ora che stai argomentando la tua tesi per farla prevalere...ovviamente giungiamo ad un punto comune,di questo ti do ragione, ma il mondo dei sentimenti è così vasto che va vissuto da diverse angolature quanti sono i soggetti che le provano;e poi cosa vuoi dire con "inopinabile" ?forse volevi dire inappellabile, inoppugnabile...cmq davvero hai chiesto pareri in merito e ti ho dato il mio parere ricollegandomi a quello che hai detto e in parte non condividendolo, senza dirti stai sbagliando..non portiamola per le lunghe; non penso che Francesco voglia sia aperto un forum a riguardo.Ciao Laura ;)
    22 Dec.
    ADEwrote:
    Gentile Laura, la metafisica è, per definizione, qualcosa che va al di la delle contingenze materiali del corpo. Quello che tu hai descritto come un ricongiungimento post mortem è, in effetti, un tipo di azione metafisica che si avvera al di la della materialità dell'anima. Nel mio commento io scrivo anche di misticismo perchè la realtà che trascende il corpo può vedersi solo tramite gli occhi del cuore che con il metafisico non condividono nulla ma affondano le loro radici nel mistico. Se rileggi meglio il mio commento diciamo entrambi le stesse cose ma con profondità differenti: tu fai un'analisi della scena "guardandola con gli occhi del tuo fisico" io ho cercato di descrivere il flusso di emozioni e sentimenti che l'ascolto della canzone stessa ha suscitato in me. E il tema del distacco, della nostalgia e degli affetti abbandonati e cercati è comune in entrambi i nostri commenti.
     
    Ti do, noltre, un consiglio: Non smontare e sminuire subito le pinioni degli altri ritenendoti, al contrario, inopinabile perchè è dal confronto che nascono le riflessioni + belle.
     
    Ciao, amedeo
    22 Dec.
    Laurawrote:
    la canzone descrive un dialogo fra un condannato a morte ed il suo boia, non vedo nulla di mistico e metafisico; è la cruda realtà presentata da due diversi punti di vista: da un lato la freddezza del boia, dall'altro la mesta rassegnazione del condannato; ma si tratta di due uomini dinanzi al mistero della morte! C'è una sorta di sospensione nel pensiero dell'esecuzione, come una tragica routine, che porta entrambi a pensare agli affetti, alla Vita. Ma è come un disegno non scritto, un destino non tracciato da eseguire,perché nessuno può decidere della vita di un altro, solo Dio...e in questo sta la tragicità del boia: obbedire ad un insensatezza, ad un compito disumano; ed è questo che lo porta a pensare alla sua famiglia, all'Amore, che è più forte della morte!Mentre il condannato, nonostante la sua posizione mi appare sereno; c'è in lui una speranza di libertà, non dalle catene materiali, ma da quelle della sua anima, che non può subire la condanna a morte...ed anche lui tornerà dai suoi cari, in un'altra veste,ma analogamente il loro Amore lo terrà in vita...
    Laura
    22 Dec.
    ADEwrote:
    Ho ascoltato la canzone che hai riportato nel blog (che già conoscevo) e mi chiedevo  quale fosse il suo significato più profondo. E' un isieme complesso di note che fanno vibrare nell'anima molteplici sentimenti e, spesso, anche contrapposti. E' una canzone che ti fa volare alto, ti trascina caparbiamente verso un cielo stellato al di sopra degli alberi, in un mondo sereno, ma sento anche che in alcuni punti indica la difficoltà della rinuncia e l'impossibilità di sdoppiare l'animo umano sempre legato alla famiglia e agli affetti più cari della prima infanzia. Questa canzone crea un mondo stupendo di affetti, quasi mistici e metafisici, in cui giungere tramite un tunnel musicale che, però, resta immobile e lascia in sospeo tutto l'universo dell'autore. E' più un senso di nostalgia per il distacco quello che essa, a mio parere, esprime piuttosto che un grido di speranza. Forse ho annoiato, con questo mio messaggio, chi l'ha letto, ma è quello che penso. Pareri in merito?
    22 Dec.

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